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Faccia di capra è un racconto italiano in Lo cunto de li cunti di Basile: è l'ottavo racconto della prima giornata ed è narrato da Paola.

Trama []

Masaniello e Ceccuzza sono due poveri contadini con dodici figlie. Un giorno Masaniello incontra una lucertola gigante nei campi: la creatura gli ordina di portarle la più piccola delle sue figlie perché desidera crescerla come fosse sua, minacciando di divorarlo se il giorno dopo verrà senza la bambina. Ceccuzza crede che l'offerta della lucertola potrebbe non essere malvagia e il giorno dopo Masaniello porta ai campi la figlia Renzolla. La lucertola la prende con sé e ricompensa il contadino con del denaro per sfamare e sistemare le altre figlie. La lucertola porta Renzolla nella sua caverna e fa apparire un castello, dove la bambina ha tutto quello di cui ha bisogno e anche di più.

Tempo dopo un re va a caccia da quelle parti ma resta senza riparo per la notte e chiede ospitalità al castello. La lucertola lo riceve nella forma di una bellissima donna trattandolo in modo eccellente. Il re rimane folgorato da Renzolla e quella notte stessa la chiede in moglie. La fata vuole solo il bene di Renzolla ed è felice di dargliela in moglie, dandole anche una dote consistente. Tuttavia al momento di partire Renzolla se ne va senza una parola di ringraziamento verso la maga, che decide di punire tale ingratitudine dando a Renzolla la faccia da capra.

Il re è impressionato dal cambiamento della sua promessa sposa, e per non fare brutta figura la mette con una cameriera a filare lino in cucina. Renzolla non si è accorta del suo nuovo aspetto e si rifiuta di filare il lino, non capendo perché il re la stia trattando in quel modo. Arrivato l'ultimo giorno a disposizione per filare Renzolla si rende conto di non aver fatto nulla, al contrario della cameriera, perciò torna dalla fata per chiederle aiuto. La fata è lieta di aiutarla e le dà del lino già filato, ma anche stavolta Renzolla se ne va senza ringraziare. Il re controlla che il lino sia stato filato, poi affida a Renzolla e alla cameriera un cucciolo ciascuna. La cameriera cresce il cucciolo con affetto, mentre Renzolla, disprezzando il compito, si libera subito del suo lanciandolo dalla finestra. Quando però il re chiede di vedere i due cani, Renzolla sa di essere nei guai e torna dalla fata. Alla porta del castello però un servitore si rifiuta di farla entrare perché non la riconosce: Renzolla chiede spiegazioni e lui la mette davanti a uno specchio. Solo ora Renzolla scopre di avere la faccia da capra. Il servitore rimprovera Renzolla e le spiega che tutto quel che le sta capitando è a causa della sua ingratitudine. Renzolla si pente del proprio comportamento e chiede perdono alla fata, che le restituisce il suo vero aspetto e la rimanda dal re come una regina. Il re si scusa con Renzolla per averla allontanata a causa della faccia di capra, mentre Renzolla non dimentica più di essere grata alla sua protettrice e al vecchio servitore.

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