Fiabe Wiki
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Giambattista Basile (1566-1632) è stato uno scrittore e poeta italiano.

Biografia[]

Giambattista Basile nacque in una famiglia borghese campana, e quasi tutti i membri della sua famiglia frequentarono le corti italiane: suo fratello Lelio fu compositore; le sue sorelle Adriana, Margherita e Vittoria erano cantanti, e Adriana fu la più celebre e la più legata a Giambattista.

Non si sa nulla dei primi anni di Basile. Una volta cresciuto viaggiò in tutta l'Italia e si arruolò come mercenario al servizio della Repubblica di Venezia. Questo gli diede l'occasione di viaggiare fino a Creta, dove frequentò l'Accademia degli Stravaganti, una società letteraria.

La sua produzione letteraria è attestata dal 1604. Basile servì alla corte del principe di Sigliano, per poi spostarsi a Mantova alla corte di Vincenzo Gonzaga insieme alla sorella Adriana. Lì Basile entrò nell'Accademia degli Oziosi e diede alle stampe molti altri componimenti, tra cui i madrigali dedicati ad Adriana.

Tornato a Napoli fu governatore di vari feudi per conto di alcuni signori meridionali, e continuò la propria attività letteraria. Morì a Giugliano in Campania il 23 febbraio 1632.

Opere[]

Basile fu autore di lettere, poemetti, testi teatrali, madrigali, odi, egloghe e idilli; quasi tutte le sue composizioni erano destinate all'intrattenimento di corte. Anche le fiabe furono composte per lo stesso scopo, ma furono pubblicate solo postume con il titolo Lo Cunto de li Cunti (Il Racconto dei Racconti) tra il 1634 e il 1636 con lo pseudonimo di Gian Alesio Abbattutis. Fu Adriana a occuparsi del riordino e della pubblicazione. Dei 50 racconti la maggior parte sono fiabe, e solo poche non presentano alcun lato fiabesco.

Fortuna[]

La raccolta ebbe molto successo in Europa, tanto da offrire materiale di confronto e ispirazione per Perrault e i Grimm: Il Racconto dei Racconti infatti presenta alcune delle prime versioni scritte di fiabe quali Il gatto con gli stivali (Cagliuso), Cenerentola (La gatta Cenerentola), La bella addormentata nel bosco (Sole, Luna e Talia), Raperonzolo (Petrosinella) e altre. La raccolta non ebbe lo stesso successo in Italia, dove all'inizio ebbe l'attenzione dei letterati interessati alla letteratura dialettale, ma poi fu abbandonata per molto tempo e le fiabe giudicate immorali e di cattivo gusto. Solo all'inizio del XX secolo l'opera rivide la luce attirando l'attenzione di Benedetto Croce, che ne curò la prima traduzione in italiano.

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